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Partecipare in rete: una sfida riuscita?
 [  Argomento: D1: Italia   ]

 

Sull'ultimo numero di Bibelot, il bollettino di informazione della Sezione toscana dell'AIB, è pubblicato un editoriale di Alessandro Sardelli intitolato Partecipare in rete, che offre alcuni interessanti spunti di riflessione. L'articolo mette in luce quanto spesso il miraggio di una comunicazione in rete aperta e democratica si scontri con la realtà, che vede idee, progetti e informazioni disperdersi in una moltitudine di esperienze autoreferenziali anziché convergere verso la partecipazione costruttiva di gruppi solidali di individui.

Viviamo in un'epoca che consente una straordinaria possibilità di partecipazione. Lo sviluppo tecnologico che ha reso possibile l'attuale capacità di comunicare fra gli uomini affianca e talvolta sostituisce le tradizionali forme di partecipazione alla vita collettiva: liste di discussione, forum tecnici e blog sono oramai forme consuete di partecipazione in comunità di studenti, operatori, professionisti e semplici cittadini.
[...] L'ossessione di partecipare in Internet cela [però] una bulimia comunicativa, in cui l'opinione manifestata è in realtà il segnale della voglia di essere protagonisti in quella che è stata definita la più grande piazza del mondo. Poco importa se una simile partecipazione nasconde in realtà la solitudine di chi riesce a parlare solo a se stesso. Importante è essere presenti nella grande piazza, anche quando è luogo d'incomunicabilità, non tanto per la difficoltà a trasmettere informazioni, quanto per l'incapacità che i suoi frequentatori hanno di ascoltare la voce degli altri. In una simile sordità globale è molto difficile che la partecipazione in rete diventi trasmissione di conoscenze e che la rete stessa sia uno strumento di democrazia.

Oggi, a Roma, si è tenuta la prima giornata del Seminario MARC organizzato da Biblio(a)tipici, una comunità nata e cresciuta proprio grazie a Internet: mi auguro che questo risultato concreto, tutt'altro che virtuale, possa essere di incoraggiamento per chi crede nella reale possibilità di creare, attraverso la rete, partecipazione e democrazia.
Grazie a tutti coloro che, con il loro impegno e la loro generosa disponibilità, hanno contribuito alla buona riuscita di questa iniziativa.

Idea di del 24.09.05 18:55
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Commenti

Un aspetto interessante della questione partecipazione, che coinvolge da vicino la nostra comunità è: quanto la nostra vita, discontinua contrattualmente, ci rende discontinui in tutto il resto?
Consoglio la lettura di alcuni testi di Bauman.


Definendo liquida l’attuale modernità Bauman intende, in prima istanza, evidenziare che la pressione dell’individualizzazione sta via via usurando gli argini costituiti da strutture alle quali in passato era delegato il compito di fondare stabilità e riconoscimento reciproco. In breve: il baricentro viene a trovarsi sempre più prossimo all’individuo e sempre più distante dalla società.


Chiaramente negli atipici, ancor più tra quelli dei beni culturali, il sentimento individuale viene idealizzato, e nella divisione tra i lavoratori trova origine il rafforzamento dei datori di lavoro.

Commento di: Andrea [TypeKey Profile Page] del 30/09/05, 12:10

Poi la modernità liquida si riflette anche nei rapporti sentimentali, ed anche lì sono dolori...

Io leggevo "Amore liquido" di Bauman, ma non sono riuscito ad andare avanti.

Commento di: Francesco del 3/10/05, 20:52