mercoledì, agosto 18, 2004

Souvenir di Sicilia

Un sole incandescente sembra voler disciogliere le scogliere d'ossidiana della piccola Figlia del Vento cinta dal mare.

Il famoso stilista milanese lascia la sua dimora a picco sul porticciolo, seguito da una piccola corte di amici,collaboratori e giovani indossatori.

Indossa -e fa indossare- ciabatte da mercatino rionale, pantaloncini e maglietta sdrucita.

Le comari del paesino -aspettandosi continue lezioni di stile dal dio dell'eleganza- vedendolo andare in giro come un 'tunisino'caduto dal gommone e ripescato dalla guardia costiera, commentano

-Ma è sicuro chi chisto vero u stilista fa?

Egli sale su di un motorino che ha visto tempi migliori -ma che fa tanto pendent con l'abbigliamento!- e imbocca la stretta e tortuosa perimetrale, dirigendosi verso una contrada ad ovest dell'isola, seguito a ruota dal piccolo corteo.

Si fermano davanti ad un negozietto che vende 'cose per turisti': dicono gli indigeni, per indicare che lì si vendono cianfrusaglie costosissime che 'manco regalate!'esporrebbero nelle loro case.

Poco discosta dal negozietto, seduta su di un sedile in pietra, una vecchia sta immobile come un antico rettile.

Il viso solcato da profonde rughe; la pelle arsa dal sole.

Le pupille opache fissano, inespressive.

Indossa abiti scuri e lisi.

Ormai, fuori dal nostro tempo, ella vive evocando il passato.Il suo presente si nutre delle ombre dei morti.

Questa antica megera punica, guarda il gruppetto andare via.

Non proferisce parola. Chi, però ha avuto la fortuna di ascoltare i suoi responsi, comprende ciò che il suo viso non dice.

-Poveri sciocchi mortali! Oh! Con quanta insensatezza vi siete spinti a comprare mazzetti di rafia, se non dovete intrecciar canestri, ne fabbricare funi, né tanto meno legare salsicce?! Obnubilata genìa dei turisti!!!

Mentre i motorini si dileguano, ecco! Uno s'attarda...

A piedi si dirige verso una stradina sterrata; passa davanti alla vecchina, non degnandola di uno sguardo.

Ella però si anima -nello stesso modo in cui si animerebbe una sfinge di pietra- e, come la Sfinge, rivolge al mortale un quesito sibillino.

-Lei dove stà andando'

Lo sventurato, ignaro del Fato avverso, si volta e 'gentilissimo- risponde

-E' la prima volta che vengo qui!

Volevo solo andare a raccogliere un po' di finocchietto selvatico'

L'Oracolo sentenzia, implacabile

-E' la prima volta che viene qui' e ha subito trovato dove stanno i finocchi.

L'uomo si irrigidisce. Un brivido gli scende lungo la schiena.

Gli è ripassata velocemente davanti agli occhi tutta la sua vita, in quei pochi secondi mentre si tramutava in una statua di sale.

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2 Comments:

Anonymous Anonimo said...

ciao signor duca, mi chiamo edi. Mi ha sottilmente spedito qui L'Autorevole Guru Informatico Luciano Giustini, parlandomi di un "blogger isolano". Siccome ho una fatale infatuazione per Cossyra, eccomi qui. E' proprio uguale a come lo descrive Lei. A presto.

8:08 PM  
Blogger Duca De Gandia said...

Per una persona parca nella consultazione della rete-e del proprio stesso blog- quale noi siamo; ci dà meraviglia che voi,oh EDI,dopo aver avuto la bontà(ovvero lo stomaco)di leggerci,vi siate presa il gusto di inviarci una parola d'accondiscendenza.
Intemerata Signora!Per intercessione di quel gran servo di Dio,da Vostra Grazia mentovato,ci è stato elargito questo spazio per erigerci il nostro catafalco intellettuale.Voi-intrepida femmina-sappiate che il vostro non silente sostare,ci è di conforto.
Con reverenza la Signoria Nostra sfiora con le sue accigliate tempie la serena mano di Vostra Grazia.

12:29 AM  

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