Vitti 'na crozza
Mio zio, siculo emigrato a Roma 40 anni fa, scivolando in un sotto passaggio ferroviario, si è rotto un braccio.
Dalle paludi pontine, sono accorse a rendergli visita l’anziana zia, sorella di sua madre, con la figlia cinquantenne, e un’altra cugina, figlia di un’alta sorella di mia nonna. Ci tenevano che fossi presente anch’io perché quest’ultima mia parente, che non mette piede a Cossyra da decenni e che, in un lustro di mia presenza a Roma non mi ha mai visto traversare i Castelli, ci teneva ad incontrarmi.
La sua ansia è stata soddisfatta! Ha fatto i soliti commenti che si fanno attorno ad ogni culla: se ho preso più dalla mamma o più dal papà. Grazie a Dio ben presto la conversazione ha preso sfumature più luttuose.
Si è ampiamente ricordato al contuso che avrebbe potuto rimetterci la pelle.Si sono compiaciute nella lettura del referto del pronto soccorso, dissertando sui gradi della commozione cerebrale, tenendoci a ricordare allo zietto che in fondo, se l’è cavata solo con un ematoma all’occhio destro. Tutte e tre espertissime di bracci ingessati e di cursori, hanno paventato la possibilità di piaghe purulente che si schiudano nell’oscurità mefitica dell’ingessatura.
Divertentissimo il siparietto che ha rievocato la reazione della vecchia zia alla notizia che ‘mastro don Gesualdo’ era caduto “fra un treno e l’altro”; ovviamente zia Rosicedda non ha afferrato al volo la metafora, pensando al suo nipote inciampato tra i binari e tranciato da due treni in corsa.
Quanto hanno riso!Quasi alle lacrime, cercando con le loro risa di contagiare mio zio: sempre più mesto.
Si è passato ad argomenti più lieti: i matrimoni.Per meglio dire i problemi della nipotina di zia Rosicedda a trovare oggigiorno una chiesa libera per le nozze (che si terranno nel 2006!).
Subito la parente immischiona ha dato i suoi suggerimenti: “Che ne dici di quella bella chiesa dove hanno fatto il funerale a Tizia? E quella chiesetta dove siamo andate per il funerale di Caio?”.
Si scivola sugli argomenti della più futile attualità, come il caso del preside che voleva vietare l’ombelico scoperto. Ovviamente tutte concordi nel censurare il cattivo gusto delle teen ager nell’abbigliamento:
“Il fatto è che queste ragazze moderne non capiscono che ci vuole un abbigliamento adeguato alla situazione! Metti la figlia della buonanima (!) della mia collega: si è presentata al funerale con un toppino nero e pantaloni a vita bassa. Dovevate vedere che scena pietosa! Accasciata in lacrime sulla bara della madre con tutte le spalle di fuori e le mutande in bella vista.” Scuote la testa . “Ma io mi chiedo:vabbè che lei era sconvolta, ma qualcuno più adulto fra i parenti avrebbe dovuto avere il buon gusto di farglielo notare, no?
“Seeee!-interviene sua cugina- Oggigiorno le madri sono più discinte delle figlie.Non vorrei parlare ma… hai visto prima che uscissimo…Tua sorella?”
“Embè? Lei è sempre stato un tipo giovanile.”
“Seeee! Una donna che ha procreato (!), una mamma coi figli grandi, che va in giro con la pancia di fuori! Così in chiesa non si potrebbe entrare.”
“Vabbé, tanto mia sorella non è il tipo che va spesso in chiesa, anzi nun ce va proprio!”
“Ma al funerale di Morris c’è andata.”
“Ma che centra con questo discorso! Era il figlio…!”
NO! Vi prego non parliamone! Urlo nella mia testa.
I racconti di giovani vite spezzate mi innervosiscono.
“A proposito! (a proposito dell’incidente mortale del ragazzo, vuol dire la parente inopportuna!) Non è che troviamo traffico? Quella è una strada pericolosa! Sfrecciano come matti. Il primo dei matti è quell’incosciente di mio figlio; ha preso la patente quand’era in polizia: ti puoi solo immaginare quanto guidi male!
…Ricordo ancora quando morì mamma –rieccola!- che eravamo in ritardo, e lui, su quella strada, che sorpassava i tir! Io gli ho detto: se non rallenti io voglio scendere, perche se continui così, invece di uno, facciamo tre funerali! …Ah! Non so se ve lo avevo detto: è morta mia suocera.”
PIETA’!
Giunge infine(dopo non esserci risparmiati la narrazione dei funerali della sunnominata suocera)il momento del distacco.
“Mi ha fatto piacere che finalmente ci siamo visti! Tu non ti ricordavi di me?… No? Invece io mi ricordavo bene di te: non sei cambiato per niente!”
Le parenti, che sanno fare di conto, intervengono:
“Scusa, ma guarda che è tanto che non scendi in Sicilia…!”
“Andai giù per il funerale –come dubitarne!-di zio Turi.”
Io alzo timidamente due dita e cerco di scandire bene le sillabe, sperando così di facilitare l’intelleggibilita del concetto: “Due anni! Avevo, due, anni.”
La buona zia sorride divertita: “Ti assicuro che sei uguale a come ti ricordavo! Il viso, gli occhi,…”
Io non posso fare ameno di pensare a quelle persone che, dalle mie parti , si avvicinano al caro estinto ed esclamano teatralmente:
“Iddu è! Iddu è!Un si traspormò pi nente!”
Ovvero:E’ lui!E’ lui (sottinteso: ne riconosco i tratti somatici)! Il rigor mortis non ne ha deturpato le fattezze!
Trallaleru lalleru lalleru, lalleru lalleru, lalleru lallà!
Dalle paludi pontine, sono accorse a rendergli visita l’anziana zia, sorella di sua madre, con la figlia cinquantenne, e un’altra cugina, figlia di un’alta sorella di mia nonna. Ci tenevano che fossi presente anch’io perché quest’ultima mia parente, che non mette piede a Cossyra da decenni e che, in un lustro di mia presenza a Roma non mi ha mai visto traversare i Castelli, ci teneva ad incontrarmi.
La sua ansia è stata soddisfatta! Ha fatto i soliti commenti che si fanno attorno ad ogni culla: se ho preso più dalla mamma o più dal papà. Grazie a Dio ben presto la conversazione ha preso sfumature più luttuose.
Si è ampiamente ricordato al contuso che avrebbe potuto rimetterci la pelle.Si sono compiaciute nella lettura del referto del pronto soccorso, dissertando sui gradi della commozione cerebrale, tenendoci a ricordare allo zietto che in fondo, se l’è cavata solo con un ematoma all’occhio destro. Tutte e tre espertissime di bracci ingessati e di cursori, hanno paventato la possibilità di piaghe purulente che si schiudano nell’oscurità mefitica dell’ingessatura.
Divertentissimo il siparietto che ha rievocato la reazione della vecchia zia alla notizia che ‘mastro don Gesualdo’ era caduto “fra un treno e l’altro”; ovviamente zia Rosicedda non ha afferrato al volo la metafora, pensando al suo nipote inciampato tra i binari e tranciato da due treni in corsa.
Quanto hanno riso!Quasi alle lacrime, cercando con le loro risa di contagiare mio zio: sempre più mesto.
Si è passato ad argomenti più lieti: i matrimoni.Per meglio dire i problemi della nipotina di zia Rosicedda a trovare oggigiorno una chiesa libera per le nozze (che si terranno nel 2006!).
Subito la parente immischiona ha dato i suoi suggerimenti: “Che ne dici di quella bella chiesa dove hanno fatto il funerale a Tizia? E quella chiesetta dove siamo andate per il funerale di Caio?”.
Si scivola sugli argomenti della più futile attualità, come il caso del preside che voleva vietare l’ombelico scoperto. Ovviamente tutte concordi nel censurare il cattivo gusto delle teen ager nell’abbigliamento:
“Il fatto è che queste ragazze moderne non capiscono che ci vuole un abbigliamento adeguato alla situazione! Metti la figlia della buonanima (!) della mia collega: si è presentata al funerale con un toppino nero e pantaloni a vita bassa. Dovevate vedere che scena pietosa! Accasciata in lacrime sulla bara della madre con tutte le spalle di fuori e le mutande in bella vista.” Scuote la testa . “Ma io mi chiedo:vabbè che lei era sconvolta, ma qualcuno più adulto fra i parenti avrebbe dovuto avere il buon gusto di farglielo notare, no?
“Seeee!-interviene sua cugina- Oggigiorno le madri sono più discinte delle figlie.Non vorrei parlare ma… hai visto prima che uscissimo…Tua sorella?”
“Embè? Lei è sempre stato un tipo giovanile.”
“Seeee! Una donna che ha procreato (!), una mamma coi figli grandi, che va in giro con la pancia di fuori! Così in chiesa non si potrebbe entrare.”
“Vabbé, tanto mia sorella non è il tipo che va spesso in chiesa, anzi nun ce va proprio!”
“Ma al funerale di Morris c’è andata.”
“Ma che centra con questo discorso! Era il figlio…!”
NO! Vi prego non parliamone! Urlo nella mia testa.
I racconti di giovani vite spezzate mi innervosiscono.
“A proposito! (a proposito dell’incidente mortale del ragazzo, vuol dire la parente inopportuna!) Non è che troviamo traffico? Quella è una strada pericolosa! Sfrecciano come matti. Il primo dei matti è quell’incosciente di mio figlio; ha preso la patente quand’era in polizia: ti puoi solo immaginare quanto guidi male!
…Ricordo ancora quando morì mamma –rieccola!- che eravamo in ritardo, e lui, su quella strada, che sorpassava i tir! Io gli ho detto: se non rallenti io voglio scendere, perche se continui così, invece di uno, facciamo tre funerali! …Ah! Non so se ve lo avevo detto: è morta mia suocera.”
PIETA’!
Giunge infine(dopo non esserci risparmiati la narrazione dei funerali della sunnominata suocera)il momento del distacco.
“Mi ha fatto piacere che finalmente ci siamo visti! Tu non ti ricordavi di me?… No? Invece io mi ricordavo bene di te: non sei cambiato per niente!”
Le parenti, che sanno fare di conto, intervengono:
“Scusa, ma guarda che è tanto che non scendi in Sicilia…!”
“Andai giù per il funerale –come dubitarne!-di zio Turi.”
Io alzo timidamente due dita e cerco di scandire bene le sillabe, sperando così di facilitare l’intelleggibilita del concetto: “Due anni! Avevo, due, anni.”
La buona zia sorride divertita: “Ti assicuro che sei uguale a come ti ricordavo! Il viso, gli occhi,…”
Io non posso fare ameno di pensare a quelle persone che, dalle mie parti , si avvicinano al caro estinto ed esclamano teatralmente:
“Iddu è! Iddu è!Un si traspormò pi nente!”
Ovvero:E’ lui!E’ lui (sottinteso: ne riconosco i tratti somatici)! Il rigor mortis non ne ha deturpato le fattezze!
Trallaleru lalleru lalleru, lalleru lalleru, lalleru lallà!
Etichette: simpatico umorista
0 Comments:
Posta un commento
<< Home