martedì, febbraio 22, 2005

"questo, d'ignoto amante inno ricevi"

In festo Cathedra Beati Petri Apostoli.
Nella notte alle tre e dieci è morto don Giussani.




In passato ho fatto sempre uno strano sogno: non essendo mai stato a Milano , in una grigia giornata, nel sonno vi andavo per i funerali di don Luigi Giussani che ovviamente si svolgevano sotto le scure volte del duomo.
A Milano ci sono stato a gennaio, ho respirato il solenne svettare dei pilastri irraggiarsi nelle volte ogivali, e sono lieto di poter così meglio figurarmele le esequie di questo genio del cristianesimo contemporaneo verso cui anch’io ho un debito di riconoscenza.

Mi figuro di star anch’io fuori dalla camera ardente, in una ideale coda di migliaia di persone cui indirettamente il Giuss comunque ha comunicato qualcosa del suo modo razionale ma al contempo straordinariamente spiazzante, di fare esperienza e di amare Cristo:
“Per Te solo è chiara la notte e le tenebre son come luce”

Penso a Raffaele.
Chissà dove si trovava questa mattina quando ha ricevuto la notizia.
Stava a casa? Glielo ha detto la madre? Gli avrà telefonato Guido?…Giovanni?
Tanti giovani volti pieni di allegrezza riappaiono ai miei occhi.
Egoisticamente ciò che io debbo a Giussani è la chiara definizione di che cosa sia il Cristianesimo e… la mia prima amicizia.
"Io vorrei vedere Dio, vorrei vedere Dio
Ma non è possibile.
Ha la faccia che Tu hai, il volto che Tu hai
E per me è terribile.
Sono vecchio ormai, sono vecchio, si:
questo Tu lo sai, ma resti qui"
.

Luglio ’96: confesso che tutte le volte che passo davanti a quella piazzola di sosta, mi commuovo.
Sorrido: mi rendo conto solo adesso che da allora, tutte le volte che viaggio in pullman, al primo autogrill, “ debbo” assolutamente comprarmi i grisbì.

Anche se ormai sono solo ricordi, nulla del Bene può andato perduto!
Leopardianamente anche nell’esperienza del mio fallimento, l’anelito all’assoluto non può morire, non può essere negato perché è un fatto, realtà incontrovertibile, bastione di una positività che si fonda sulla ragione e di cui può essere esempio persino Giuda:
“Non fù per i trenta denari, ma per la speranza che
Lui, quel giorno aveva suscitato in me.”

Di questo m’ha convinto Giussani.

"La paura che c’è in me, l’amore che non c’è
Hanno mille secoli.
Tutto il male che io so, la fede che non ho
Hanno mille secoli.
Sono vecchio ormai, sono vecchio,si:
ma se tu vorrai mi salverai"
.

Di questa fede piena di intelligenza e stato maestro, da oggi per me, San Luigi Giussani.

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